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D.O.C. di Daniela Robecchi

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Sono un turista responsabile?

Sono un turista responsabile?
Questa è la domanda che molti di noi dovrebbero porsi prima di affrontare un viaggio, in particolar modo se si ha intenzione di visitare un paese del sud del mondo.
Da un po' di anni a questa parte si è iniziato a sentir parlare di turismo responsabile e sostenibile, ma in quanti sappiamo effettivamente di che cosa si tratta?
Franca Fiorini è la responsabile dei Campi Conoscenza di Celim, una ONG impegnata nel settore educativo che si occupa da anni di formare e organizzare viaggi di turismo responsabile, ed è la persona alla quale ho chiesto di fare da Cicerone per introdurmi alla conoscenza di questa altra forma di turismo.

''Cos'è il turismo responsabile o sostenibile?''
''Il turismo responsabile è una forma di turismo che rispetta la natura e il territorio, la popolazione locale, ma anche la sua cultura e le sue tradizioni.
Chi intraprende questo tipo di viaggio vuole dire che è responsabile e consapevole del posto che andrà a visitare.
Nella maggior parte dei casi il turismo responsabile funziona così: vi sono associazioni apposite che preventivamente organizzano e mediano con quelle che sono le comunità locali, per permettere ai turisti  di avvicinare una comunità di un paese del sud del mondo, conosciuto magari in precedenza attraverso stereotopi e pregiudizi, in maniera un po' diversa.
Il turismo responsabile ha il fine di rispettare e tutelare l'ambiente e il territorio di accoglienza, anche attraverso il rispetto del patrimonio umano. Si organizza in piccoli gruppi, in modo tale da evitare un impatto invasivo e di massa.
E' proprio questa una delle grandi differenze con il turismo di massa, che con il suo grande movimento di gente genera un grande movimento di denaro, denaro che finisce nelle grandi agenzie di turismo spesso a svantaggio delle popolazioni locali.
 Questo atteggiamento critico nei confronti del turismo di massa vede le sue origini già negli anni '70, quando si iniziò ad avere una coscienza ambientale, fu allora che nacque il turismo sostenibile.
Poi pian piano la maggiore coscienza ambientale si è evoluta fino ai nostri giorni in un maggior grado di responsabilità e di consapevolezza da parte di chi viaggia; ecco quindi il turismo responsabile.''

''Questa quindi è la differenza tra turismo responsabile e sostenibile?''
'Sì, sostenibile si riferisce all'ambiente e responsabile alla persona che viaggia, che si informa, che conosce il tipo di realtà che andrà a visitare, che ha un'idea di ciò che andrà a fare, anche grazie alla mediazione dell'agenzia, dell'organismo con il quale ha scelto di fare questa esperienza.'' 


''Se una persona non volesse appoggiarsi a un'associazione o ONG per partire però volesse essere ''responsabile'' che cosa gli consiglieresti?''
''Un viaggio di turismo responsabile si svolge a contatto con le persone del luogo quindi consiglierei di usare trasporti pubblici anche se affollati e lenti, di dormire presso famiglie o in piccoli esercizi gestiti dai locali, di non andare in grossi hotel, magari pieni di comfort, perché questi hanno sicuramente dietro grosse società o grandi agenzie.
Suggerirei anche di provare a immaginare il paese che si visiterà, di informarsi sulla sua storia, le usanze, i costumi ma anche problemi, e poi di mostrare un grande rispetto per le persone che si incontrano, non avere la smania di fotografare tutto quello che si vede; questa ansia di dover racchiudere  tutto il tuo viaggio in questi scatti potrebbe essere anche non gradita alle persone.''

''Se una persona interessata all'argomento fa una ricerca su internet come può orientarsi per capire quali sono le agenzie serie?''
''Internet è un mezzo molto utile per informarsi ma è anche un contenitore di miliardi di informazioni e proposte la cui veridicità è difficile da verificare.
Sicuramente è possibile trovare un vademecum per il viaggiatore responsabile sull'Associazione Italia Turismo Responsabile, la prima agenzia nata in Italia con un tipo di sensibilizzazione a certi argomenti e che ha formulato dei principi al proposito; quando faccio formazione infatti consiglio sempre a tutti di guardare il loro sito.
Non esistono delle vere e proprie agenzie di turismo responsabile, sono più alcune associazioni e ONG che se ne occupano.
Però devo dire che ultimamente molti Tour Operator hanno iniziato a organizzare dei viaggi di turismo responsabile, volendosi accaparrare anche questa nicchia di mercato.''


''Credi realmente che questi viaggi organizzati dai Tour Operator siano  ''responsabili'' ?''
''Sicuramente, passami il termine, hanno copiato da altri, hanno copiato la modalità portata avanti da altri, io personalmente non cercherei un Tour Operator dovessi far un viaggio di questo tipo.
Anche perché credo che dietro una ONG ci sia un progetto a lungo termine e di più ampio raggio rispetto al solo viaggio in sé.
Se io fossi un neofita preferirei andare di persona a una serata organizzata da un'associazione che tratta viaggi responsabili, perché spesso c'è la possibilità di incontrare persone che hanno già fatto questo tipo di esperienza, si possono raccogliere testimonianze grazie al contatto diretto con queste persone, anche perché in internet le testimonianze possono essere assolutamente fasulle e non c'è la possibilità di verificarle.''


''Voi del Celim organizzate dei viaggi di turismo responsabile in Zambia e in Mozambico che chiamate ''campi conoscenza'', ma cosa sono esattamente questi ''campi conoscenza''?''
''Il Campo Conoscenza è stato pensato come un viaggio che includesse sia l'aspetto della conoscenza del territorio che l'impegno in un lavoro, in modo tale da consentire ai viaggiatori di diventare parte attiva della nuova realtà in cui si trovano. Non lo abbiamo chiamato campo di lavoro, perché il campo di lavoro normalmente ha la caratteristica di essere regolato da tempi molto definiti di lavoro, per esempio mi viene in mente quello di Legambiente piuttosto che del WWF, sei o otto ore di lavoro di disboscamento piuttosto che di pulizia di una spiaggia.
Il campo conoscenza implica sempre una messa in discussione di sé stessi, un fare molto pratico all'interno della comunità, nel nostro caso si svolge nel settore educativo, in linea con la storia della nostra ONG.
Potremmo dire che questi viaggi presentano un carattere antropologico, prevedendo la conoscenza delle tradizioni, ad esempio attraverso uno spettacolo di danza, di teatro, la tradizione culinaria, tutti aspetti differenti che entrano nel viaggio.
L'intento del turismo responsabile è quello di sviluppare un senso critico nei confronti dello stile di vita occidentale, e di andare a  intaccare i pregiudizi che abbiamo nei confronti del sud del mondo e di cui spesso non ci rendiamo conto.''

Per avere maggiori informazioni è possibile consultare i siti qui sotto elencati:
www.celim.it
www.viaggisolidali.it
www.cisvto.org
www.icei.it
www.aitr.org
www.scuoladelviaggio.it