Fulvia: “La povertà oggi probabilmente non è semplicemente finire sotto un ponte, è il non avere più alternative, il non avere più la possibilità di scegliere...”
Daniele: “Molti si sentono immuni dalla crisi, guardano gli altri, gli sfortunati, e pensano mi spiace e non prendono in considerazione che potrebbe toccare anche a loro...”
Fulvia è una ragazza madre, non ha ancora quarant'anni e conduce una vita da precaria, il suo contratto a tempo determinato in un call center sta per scadere e all'orizzonte sembra non esserci nulla.
''Quando mi hanno chiesto in fase di assunzione quale fascia oraria prediligessi, non ho indicato nessuna preferenza per paura che non mi prendessero''.
Fulvia fa parte di una generazione che non sa se andrà a migliorare la propria condizione rispetto a quella dei genitori, come invece era stato per le generazioni precedenti, anzi, spesso deve chiedere aiuto a questi per sopravvivere.
Daniele è un ingegnere elettronico in cassa integrazione in attesa di sapere che ne sarà di lui, è sposato con Sabrina anche lei da un giorno all'altro rimasta senza lavoro.
Una famiglia del ceto medio torinese, con due contratti a tempo indeterminato e un mutuo da pagare, il cui licenziamento giunge come un fulmine a ciel sereno, facendo crollare tutte le certezze e le aspettative di chi voleva un' esistenza ''normalmente borghese''.
Sabrina: “Una famiglia dove si è sempre lavorato, e il cui sogno era quello di una vita come quella dei film”.
Giovanni Calamari nel suo film documentario ''Debito di ossigeno'' dipinge un affresco neorealista sulla società odierna prendendo a esempio due nuclei familiari tra tanti, per raccontare una dura realtà che incombe sempre di più e che potrebbe essere quella di un tuo vicino di casa, di un parente, di un amico, o anche di noi stessi.
Daniele: “Molti si sentono immuni dalla crisi, guardano gli altri, gli sfortunati, e pensano mi spiace e non prendono in considerazione che potrebbe toccare anche a loro...”
Fulvia è una ragazza madre, non ha ancora quarant'anni e conduce una vita da precaria, il suo contratto a tempo determinato in un call center sta per scadere e all'orizzonte sembra non esserci nulla.
''Quando mi hanno chiesto in fase di assunzione quale fascia oraria prediligessi, non ho indicato nessuna preferenza per paura che non mi prendessero''.
Fulvia fa parte di una generazione che non sa se andrà a migliorare la propria condizione rispetto a quella dei genitori, come invece era stato per le generazioni precedenti, anzi, spesso deve chiedere aiuto a questi per sopravvivere.
Daniele è un ingegnere elettronico in cassa integrazione in attesa di sapere che ne sarà di lui, è sposato con Sabrina anche lei da un giorno all'altro rimasta senza lavoro.
Una famiglia del ceto medio torinese, con due contratti a tempo indeterminato e un mutuo da pagare, il cui licenziamento giunge come un fulmine a ciel sereno, facendo crollare tutte le certezze e le aspettative di chi voleva un' esistenza ''normalmente borghese''.
Sabrina: “Una famiglia dove si è sempre lavorato, e il cui sogno era quello di una vita come quella dei film”.
Giovanni Calamari nel suo film documentario ''Debito di ossigeno'' dipinge un affresco neorealista sulla società odierna prendendo a esempio due nuclei familiari tra tanti, per raccontare una dura realtà che incombe sempre di più e che potrebbe essere quella di un tuo vicino di casa, di un parente, di un amico, o anche di noi stessi.
Il film documentario è in programmazione a Milano fino al 17 di Gennaio alle ore 20.00 presso il Cinema Gnomo, e presto sarà anche a Roma, Firenze, Torino e Bologna
per maggiori informazioni visitate www.debitodiossigeno.it
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